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Mirano
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mwiaMirano (mwiqMiràn in mwigvenetocite-ref-4[4]) è un mwjwcomune italiano di mwka27 098 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlqcittà metropolitana di Venezia in mwlgVeneto.
Contents
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Frazioni
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Il territorio di Mirano è pianeggiante (dai 6 a 12 metri mwmgs.l.m.) e si estende nell'area centro-occidentale della mwmwProvincia di Venezia, in una posizione strategica dell'entroterra veneto: a circa mwna18 km da mwnqVenezia, 22 da mwngPadova e 28 da mwnwTreviso. Si trova inoltre a mwoa11 km da mwoqMestre.
Il capoluogo è posto lungo la mwowstrada "Miranese" (strada provinciale 32), importante direttrice di collegamento fra Mestre e Padova.
Mirano si trova nel cuore del comprensorio del mwpqMiranese, che comprende storicamente altri sei Comuni: mwpgMartellago, mwpwNoale, mwqaSalzano, mwqqSanta Maria di Sala, mwqgScorzè e mwqwSpinea. L'omonimo collegio elettorale, ora abolito, un tempo comprendeva anche il confinante comune di Pianiga (a sud-ovest di Mirano). Il paesaggio si presenta con le caratteristiche del territorio pianeggiante della campagna veneta con i segni rurali ed urbani frutto dei secoli trascorsi: dalla urbanizzazione romana con il mwragraticolato romano (grandi appezzamenti baulati divisi da siepi e percorso da lunghe strade rettilinee che s'intersecano ad angolo retto), alle opere di regolamentazione delle acque del fiume mwrqMusone del periodo della mwrgRepubblica di Venezia e alla presenza di un'ottantina di ville e parchi edificate dalla nobiltà veneziana tra il mwrwSeicento e il mwsaSettecento.
Il dialetto miranese tipico è sostanzialmente padovano, con alcune influenze veneziane. Ciò è molto probabilmente dovuto al fatto che Mirano, localizzata grossomodo a metà strada tra Venezia e Padova, dall'epoca romana e fino al Regno Lombardo-Veneto è gravitata più nell'orbita della città del Santo che in quella di Venezia, malgrado la navigazione verso Venezia, resa possibile all'inizio del '600 grazie alla costruzione del canale Taglio, abbia reso molto stretti anche i legami con la capitale della Serenissima, che infatti omaggiò Mirano con l'innalzamento della famosa colonna con il leone marciano tuttora presente nella piazza principale della città.
Ad ogni modo, soltanto nel 1853 Mirano è stata compresa nella provincia di Venezia.
Dell'antica appartenenza al territorio padovano sono rimasti due toponimi. Il "Borgo Padovano", ossia il quartiere del centro storico di Mirano (oggi via XX Settembre) che insiste sul luogo da cui tuttora parte la strada per Padova (via Cavin di Sala) e dove, con ogni probabilità, un tempo era collocata una delle porte delle mura cittadine (Porta Padovana, oggi "quadrivio Ballarin"). "Fossa Padovana" è invece il nome della località e del sottostante corso d'acqua che un tempo sanciva il confine tra le province di Venezia e di Padova e che, oggi, separa il comune di Mirano da quello di Spinea, lungo la strada Miranese.
Idrografia e flora di interesse sovracomunale
I principali corsi d'acqua sono il mwtgMuson Vecchio, continuato dal mwtwTaglio Nuovo, e il mwuaLusore. Altri canali minori: mwuqBalzana, mwugCaltressa, mwuwCognaro, mwvaMenegon, mwvqVeternigo, mwvgPionca, mwvwVolpino, mwwaComunetta, Cesènego.
Boschi
Nel territorio comunale di Mirano insistono due boschi planiziali, creati dall'uomo a imitazione delle grandi foreste di latifoglie che un tempo ricoprivano l'intera Pianura Padana: il Bosco del Parauro, di proprietà provinciale, situato a Nord del capoluogo, poco distante dal confine con il comune di Salzano e il Bosco "Errera", di proprietà privata, posto nella campagna ad Est del capoluogo, poco distante dalla provinciale Miranese e dalla località Crea di Spinea, confinante con il cimitero miranese. Entrambi sono caratterizzati dalla presenza di fauna selvatica indigena (lepre, volpe, riccio, uccelli di varie specie) e da alberi e cespugli a foglia caduca tipici della Pianura Padano-Veneta.
Origini del nome
Storia
Epoca Romana
Il toponimo, anticamente mwyaMiranum, deriverebbe da mwyqmira cioè "specola", "osservatorio" e condivide l'etimo con la vicina mwygMira. Il riferimento sarebbe ad una torre di avvistamento romana, posta a salvaguardia del territorio bonificato e poi segnato dal mwywgraticolato (mwza31 a.C.) opera dell'imperatore Augusto. Testimonianza di ciò è, oltre all'attuale impianto stradale che ricalca le antiche geometrie, il toponimo della strada mwzqDesman che indica l'antico decumano massimo, congiungente il territorio del comune di Mirano (frazione di mwzgZianigo) a mwzwSan Giorgio delle Pertiche. Dal punto di vista amministrativo, Mirano apparteneva al Municipium di Padova.
Medioevo
Dopo la mwagcaduta dell'Impero romano d'Occidente e le conseguenti distruzioni barbariche il territorio miranese fu riorganizzato da Vitaliano Primo da Padova, un legionario fedele all'mwawimpero romano d'Oriente. Nel mwba588 vi fu l'assedio di Padova da parte dei mwbqLongobardi con il coinvolgimento di Mirano e successivamente il territorio passò in proprietà ai mwbgCollalto, signori mwbwlongobardi, che lo aggregarono ai loro possedimenti (zona di mwcaSusegana, mwcqprovincia di Treviso). Nel mwcg972 l'imperatore mwcwOttone I, elargisce al vescovo di mwdaFrisinga alcuni beni del miranese e concede il diritto di macellazione lungo le rive del fiume mwdqMusone da qui la probabile origine del toponimo "Scortegara" in località della frazione di Zianigo. Nel mwdg1008 il territorio della frazione di mwdwBallò viene infeudato da vescovo di mweaTreviso. Nel mweq1117 l'abate Pietro dell'mwegAbbazia Sant'Ilario di Venezia acquistò dai Conti della Marca Trevigiana, Arsedisio e Vidotto di mwewCollalto, alcune zone del miranese. Nel mwfa1152 la bolla di mwfqpapa Eugenio III indirizzata al vescovo di Treviso attesta l'esistenza della chiesa San Michele di Mirano e la chiesa di mwfgZianigo. Nel mwfw1170 le pievi di mwgaBallò e mwgqScaltenigo risultano suffraganee dell'antica pieve mwggBorbiago. Nel periodo dello splendore comunale della città di mwgwPadova, Mirano ritornò nuovamente sotto l'influenza patavina provvedendo alla costruzione di un castello a propria difesa. Nel mwha1229 Mirano fu oggetto alle scorribande degli mwhqUngari, e alle lotte fra Padova e Treviso. Dal mwhg1237 al mwhw1256, fu sottomessa alla tirannia di mwiaEzzelino III da Romano.
«A liste di color vermiglio e bianco
segnata de' due conti è la bandiera:
Nantichier di Vigonza è loro al fianco,
e conduce con lui la terza schiera;
Vighezzolo e Vigonza e Castelfranco
seco ha in armi e, di là da la riviera
de la Brenta, le terre ove serpeggia
la Tergola e 'l Muson fremendo ondeggia.
.
Camposanpier, Balò, Sala e Mirano,
Strà, la Mira, Oriago, il Dolo e Fiesso,
Arin, Caltana, Melareo, Stigliano,
e 'l popol di Bogione era con esso.
Ne lo stendardo il cavalier soprano
l'antico segno ha di sua schiatta impresso,
ch'una sbarra di vaio è per traverso
in campo d'oro, e 'l fregio è bianco e perso.»
(Alessandro Tassoni, La secchia rapita - Canto ottavo, versi 20 e 21)
Nel mwja1272 Mirano tornò sotto il governo del libero comune di Padova, che provvide a una nuova fortificazione del paese con un presidio di 300 fanti e 200 cavalieri. Nel mwjq1256 Bolzonella, unica figlia ed erede del conte Pietro da mwjgPeraga, portò in dote a mwjwMarino Badoer vari possedimenti fra cui Mirano con il suo castello. Per tutto il tempo in cui Padova fu sotto la signoria dei Carraresi, Mirano continuò ad essere soggetta alla famiglia Badoer da Peraga. Preziosa testimonianza di quel periodo è l'antica torre di Zianigo (ora campanile della chiesa arcipretale), costruita dai Carraresi, dei quali rimane impresso lo stemma (carro rosso) sotto uno degli archetti pensili. Tra il mwka1319 e il mwkq1320 mwkgCangrande della Scala, in guerra contro Padova, assalì e distrusse completamente il castello di Mirano. Le uniche tracce di quel periodo sono rimasti solo i toponimi "Castellantico, Bastia Entro, Bastia Fuori". Nel mwkw1325 il territorio di Mirano ritorna proprietà della famiglia di Filippo da mwlaPeraga. Nel mwlq1331 il castello di Mirano viene occupato dai veneziani e distrutto il castrum il 6 febbraio, ma nel mwlg1337 ritorna sotto il controllo di Padova.
La Repubblica di Venezia (1403-1797)
Nel mwmq1403 Mirano cadde in mano alle milizie veneziane. Dal mwmg1405, con la conquista di Padova da parte della Serenissima, Mirano e il suo territorio fu assoggettato alla mwmwRepubblica di Venezia fino alla sua caduta (1797).
Il 6 settembre mwnq1477 il Senato della Repubblica di Venezia decretò e autorizzò il mwngmercato del lunedì e la mwnwFiera di San Matteo per i giorni di 21-22-23 settembre; oggi la "Grande Fiera di S. Matteo" viene svolta alla domenica seguente il terzo sabato del mese di settembre ed è costituita da un famoso Luna Park che richiama annualmente decine di migliaia di visitatori anche dalle province limitrofe. La tradizione vuole che un accordo intercorso tra i cittadini di Mirano e quelli di Mestre abbia stabilito di consentire a questi ultimi di continuare a svolgere la loro fiera principale nel giorno di S. Michele arcangelo (29 settembre), patrono comune di entrambe le città, mentre, al fine di evitare un'inopportuna concorrenza tra due manifestazioni di piazza contestuali tanto importanti quanto geograficamente vicine, Mirano avrebbe anticipato la propria fiera di una settimana, fissandola al giorno dedicato a mwoaSan Matteo apostolo il 21 settembre (che, infatti, non è il patrono cittadino).
Nel mwog1509 Mirano subì le devastazioni dell'esercito imperiale durante le guerre della mwowLega di Cambrai. In questo periodo il miranese mwpaAlvise Dardani diede un contributo indispensabile alla riconquista di Padova da parte della Repubblica di Venezia e perciò fu ricompensato dal Senato con l'onorificenza di mwpqCancelliere Grando, massima carica della Serenissima per un cittadino non nobile.
Nel mwpw1612 la Serenissima terminò l'escavazione del mwqaTaglio Nuovo, detto anche "Canale di Mirano", un'opera di grande ingegneria idraulica: un canale pensile e rettilineo, per convogliare le acque, dal Bacino inferiore di Mirano del fiume mwqqMuson Vecchio a mwqgMira nella mwqwRiviera del Brenta. Il Taglio ha consentito per secoli un collegamento fluviale diretto tra Mirano e le città di Venezia e di Padova, con grandi benefici soprattutto commerciali. La parola “Taglio” deriva dal fatto che il canale è stato escavato con una direzione perpendicolare al naturale deflusso delle acque verso la mwralaguna di Venezia dei canali Pionca, Comunetta, Cesènego, Lusore, Menegon e il fiume mwrqTergola, che furono convogliate con la costruzione di altrettanti sifoni in pietra sottostanti al letto del “Taglio”. Successivamente la mwrgSerenissima proseguì i lavori, col nome di canale Taglio Nuovissimo, da Mira Taglio per tutta la conterminazione lagunare fino a mwrwChioggia. Il canale Taglio rese così Mirano un importante capolinea della navigazione fluviale veneziana. Questo collegamento fluviale del Taglio favorì il suo sviluppo industriale e commerciale dal periodo successivo all'unione del Veneto (mwsa1866) al mwsqRegno d'Italia fino all'epoca dei trasporti su strada.
Nel mwsw1766 la mwtaSerenissima censiva mwtq5 161 abitanti ripartiti su 1036 famiglie così suddivise: Mirano capoluogo (497), mwtgCampocroce (125), mwtwScaltenigo (129), mwuaVetrego (62), mwuqBallò (62), mwugZianigo (181). Il domino veneziano portò, soprattutto nel XVII - XVIII secolo, un lungo periodo di pace durante il quale Mirano diventò mwuwVicaria e raggiunse il suo massimo splendore. In quel periodo furono costruite, con un grande potenziamento dell'agricoltura, una trentina di ville aristocratiche, di case padronali e rurali, ancor oggi esistenti.
Rivoluzione Francese e Regno d'Italia (napoleonico) (1797-1814)
Nel mwvg1797 Mirano, dopo la caduta della mwvwRepubblica di Venezia, venne occupata dalle truppe di mwwaNapoleone. I francesi abrogarono la Vicaria e istituiscono una municipalità rivoluzionaria. Su ordine della municipalità vennero abbattute tutte le insegne della Serenissima, compreso il leone di San Marco, che era innalzato su una colonna in piazza a Mirano nel XV ed era stato restaurato nel mwwq1617. Mirano diventò, secondo l'organizzazione napoleonica: Comune, sede di "Cantone" nel "Distretto" di mwwgCamposampiero, "Dipartimento" di mwwwPadova.
Regno Lombardo-Veneto (1814-1866)
Dal mwxg1814 al mwxw1852 il Comune di Mirano diventa capoluogo dell'omonimo "Distretto", della nuova provincia di Padova, al quale vengono uniti i comuni di mwyaSalzano, mwyqNoale, mwygScorzè, e viene istituito un "Regio Commissariato di Polizia" e una "Pretura". Nel mwyw1842 venne costruita la mwzaferrovia tra mwzqPadova e mwzgMestre, creando così un'ulteriore divisione del territorio della frazione di mwzwVetrego. Dal 7 maggio mw0a1853 il "distretto" di Mirano venne aggregato alla mw0qProvincia di Venezia.cite-ref-5[5]
Regno d'Italia (1866-1946)
Dal 1866 al 1882 e dal 1892 al 1919 le leggi elettorali prevedevano un mw2aCollegio uninominale Mirano, che aggregava 15 comuni. Tra le personalità politiche che furono elette in questo collegio si ricordano il conte veneziano mw2qIsacco Maurogonato Pesaro, il commerciante di Dolo mw2gEgisto Zabeo, il conte veneziano mw2wPiero Foscari.
Fino alla fine dell'Ottocento il centro di Mirano capoluogo era formato da un'isola. Un ramo minore del Muson fiancheggiava l'attuale "Via Castelantico", lambiva a sud il parco di "villa Errera" per ricongiungersi al "Bacino di sotto". Al fine di permettere l'arrivo del tram da Mestre questo ramo minore fu interrato e fu creata l'attuale grande piazza, con l'ovale pavimentato al centro, intitolata allora a mw3qVittorio Emanuele II con un monumento.
Nel mw3w1903 viene ricostruita e ricollocata al suo vecchio posto, in piazza a Mirano, la colonna con il mw4aleone di San Marco: la nuova statua è opera dello scultore Urbano Bottazzo.
Nel mw4g1933 viene inaugurata l'mw4wautostrada Venezia-Padova (attuale tratto della mw5aA4) creando così la terza divisione del territorio della frazione di mw5qVetrego.
La lotta di Liberazione (25 luglio 1943-27 aprile 1945)
Tra il 25 luglio mw6g1943 e il 27 aprile mw6w1945 morirono per fucilazione o trucidati 15 mw7apartigiani. A loro è stata dedicata la piazza principale, un tempo piazza mw7qVittorio Emanuele II, ora piazza Martiri per la libertà.
Repubblica Italiana
(cronologia provvisoria)
• 1963: inaugurazione edificio Istituto Professionale di Stato, attuale mw8gGiovanni Ponti.
• 1966: adozione normativa per la salvaguardia del Centro Storico di Mirano Capoluogo.
• 1968: separazione gestione tra Ospedale di Mirano e Casa di Riposo Luigi Mariutto
• 1969: acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Belvedere sito nel Centro Storico.
• 1969: adozione primo mw9wPiano Regolatore Generale
• 1969: approvazione del progetto per il nuovo Ospedale dell'architetto mw-qGiancarlo De Carlo.
• 1975: acquisizione, con esproprio, da parte dell'Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Morosini, ora XXV Aprile,
• 1975: partecipazione alle attività della Biennale di Venezia con la partecipazione del regista mw-aJerzy Grotowski.
• 1975: inaugurazione, in Piazza Martiri, del monumento al partigiano; un'opera dello scultore mw-gAugusto Murer su progetto del professor Valeriano Pastor.
• 1978: acquisizione da parte della Casa di Riposo Luigi Mariutto del parco e della villa Bianchini, ora I Maggio, nella frazione mwaqaZianigo e del parco e della villa Tessier nel Centro Storico
• 1978: inaugurazione dell'edificio del Centro di Distretto Scolastico, progetto architetto Romano Chiviri (mwaqiIUAV Venezia) per gli istituti superiori.
• 1985: acquisizione e ristrutturazione dell'Amministrazione Comunale e delle Barchesse della Villa Errera, attualmente ad uso Biblioteca comunale, sala consiliare, sale di riunione.
• 1995: Mirano, città della Pace (delibera mwaqgConsiglio comunale del 27 luglio 1995).
• 2001: costruzione della fontana della Pace nell'ex piazzetta delle Erbe.
• 2002: riconoscimento del titolo di mwaqsCittà al Comune di Mirano (decreto mwaqwPresidente della Repubblica del 16 marzo mwaq02002).
• 2006 (9 settembre): inaugurazione del Nuovo Teatro comunale e cinema multisala mwaq8le Cime in Centro Storico.
• 2009 (27 giugno): inaugurazione della "Casa della Musica" (sede della Filarmonica di Mirano e del Coro Croda Rossa) intitolata all'ex Sindaco Gioacchino Gasparini e del nuovo Centro Civico della via Gramsci, intitolato all'ex sindaco Renzo Milan;
Simboli
Il mwarqBonamico riporta il brevetto rilasciato dall'mwaruImperatore d'Austria:
mwarcDall'Imp. Regia Aulica Cancelleria riunita. mwargSua Maestà I.R.A. con graziosissima risoluzione in data 20 ottobre 1846, si è degnata di concordare al Comune di Mirano, Provincia di Padova nel regno Lombardo-Veneto, che possa far uso della antica sua arma. mwarkÈ perciò viene rilasciato il presente alla Comune di Mirano onde legittimare l'uso dell'arma di cui ha il diritto di servirsi e di cui appiedi si aggiunge la descrizione cioè: mwaro"uno scudo rosso, che viene attraversato da una croce d'argento, nel quarto superiore a destra vi si trova una simile piccola croce d'argento; lo scudo viene contornato da una cornice d'oro lavorata ad arabesco". mwarsAllorquando si adopera quest'arma per suggello di dovrà far uso nel contorno della seguente legenda: mwarw"Sigillo del Comune di Mirano". mwar0Quest'arma non verrà cambiata senza ulteriore approvazione. mwar4Vienna 23 giugno 1847 mwar8(L.S.) Carlo Conte D'Hizaghi Cristino Ott. I.R. Console Aulico.
Secondo quanto riportato da mwaseFalco Moretti, lo mwasistemma di Mirano ha la stessa simbologia mwasmaraldica di quello della città di mwasqTreviso: uno mwasuscudo mwasyrosso e la mwasccroce d'argento con l'aggiunta, nel quarto superiore di destra dello scudo (a sinistra per chi lo guarda) di una piccola croce sempre d'argento. Nell'mwasgaraldica civica italiana la mwaskcroce è tipica delle città aderenti al mwasopartito guelfo. L'uso del mwassmetallo argento è di gusto francese perché furono i crociati francesi ad adottare la croce argentata negli scudi per distinguersi dagli altri crociati. La ripetizione dei simboli (la croce) non è rara nella logica medioevale e, forse, potrebbe essere un omaggio agli antichi rapporti con la città di Treviso.
Lo stemma è stato ufficialmente riconosciuto con D.P.C.M. del 22 giugno 1960.cite-ref-acs-6-0[6]
«Di rosso, alla croce d'argento, accompagnata nel cantone destro del capo da una croce scorciata dello stesso. Lo scudo alla
bordura
d'oro, con linea di contorno
rabescata
. Ornamenti esteriori da Città.»
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 6 gennaio 1961cite-ref-acs-6-1[6], è un drappo di rosso mwatgfiancheggiato di bianco.
Onorificenze
Mirano è tra le mwauacittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita il 28 giugno 1985 della mwaueCroce di guerra al valor militarecite-ref-7[7] per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la mwauyseconda guerra mondiale:
Croce di guerra al valor militare
«Fin dal settembre 1943 Mirano si prodiga generosamente aiutando gli sbandati, gli oppressi e trasformandosi in centro di lotta. Senza cedere alle rappresaglie nazifasciste del 1944 e rifiutando ogni compromesso, sostiene ed alimenta la lotta partigiana fino alla insurrezione dell'aprile 1945. Nobile esempio di patriottiche e civiche virtù. Mirano settembre 1943 - aprile 1945»
—
28 giugno 1985
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi»
—
13 giugno 2002
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Duomo di San Michele Arcangelo
Il mwau4duomo di San Michele Arcangelo, patrono della parrocchia, è il rifacimento avvenuto nel mwau8XVII secolo di una precedente chiesetta rinascimentale, annessa a un convento. I lavori iniziarono il 6 luglio mwava1680 e terminarono con la consacrazione del vescovo della mwaveDiocesi di Treviso, Giovanni Battista Sanudo, il 3 giugno mwavi1696. Dal mwavm1768 è gestito dai preti della Diocesi. L'interno del duomo conserva diverse opere d'arte di mwavqGiovanni De Min, mwavuGiuseppe Torretto, già maestro di mwavyAntonio Canova, mwavcGiambattista Tiepolo e mwavgPaolo Fiammingo, allievo del mwavkTintoretto.
Chiesa di San Leopoldo Mandich (quartiere mwav4Porara)
La chiesa di mwawaSan Leopoldo Mandich è un edificio piuttosto recente. Fu costruita tra il mwawe1990 e il mwawi1993, anno della sua consacrazione da parte del mwawmVescovo mwawqPaolo Magnani. Il progetto dell'edificio è firmato dall'architetto Padre Angelo Polesello. È preceduta da un quadriportico, a ricordo delle chiese conventuali e monastiche del mwawuperiodo romanico, mentre l'interno è a pianta semplice, in puro stile francescano, per dare centralità all'altare delle celebrazioni. Al suo interno ospita alcune sculture di autori locali contemporanei e un mwawyorgano positivo di scuola napoletana del mwawc1788. È sede della parrocchia Porara, con circa mwawg3 000 abitanti.
Architetture civili
Nel territorio del comune vi sono 79 mwawsville venete censite. Molte di esse conservano ancora i monumentali parchi romantici risalenti per lo più alla metà dell'Ottocento. Il più importante è il parco pubblico di mwawwVilla Belvedere, di proprietà comunale, costituito dall'unione dei parchi, attraverso un ponte ligneo sul Muson, delle ville Erizzo e mwaw0Morosini. Censito nell'elenco dei giardini più belli d'Italia, il parco di Villa Belvedere contiene, su una collinetta boscosa artificiale, un famoso castelletto mwaw4neogotico con grotte sotterranee probabilmente progettato dallo Jappelli e costruito intorno al 1850: si tratta di una finta rovina medievale di ispirazione ossianica, realizzata secondo il gusto romantico dell'epoca.
Molini di sotto
La differenza del livello d'acqua (sembra un paio di metri) tra i due bacini ("Molino di sopra" con quello "di sotto"), alla fine dell'Ottocento ha permesso la realizzazione di un complesso edilizio ad uso molini di tipo industriale. Un edificio che rappresenta da allora la suggestiva "porta est" di Mirano, immortalata in tante cartoline. Nel 1938 la mwaxmSocietà Anonima Oleifici e Molini Adriatici con sede in Venezia fu autorizzata ad ampliare l'impianto preesistente per la spremitura di semi oleosi mediante l'installazione di - tre presse continue Breda e tre presse idrauliche Biolchi Pagnoni.cite-ref-8[8] Ora, dopo decenni di incuria e abbandono, l'edificio è un rudere industriale in attesa di autorizzazioni per un riuso residenziale.
Altri monumenti
• in piazza Martiri: il monumento al Partigiano di mwax0Augusto Murer, in ricordo dei mwax4partigiani trucidati a Mirano durante la Resistenza.
• Viale delle Rimembranze: statua di mwayaVittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d'Italia. La statua, innalzata nel 1880, fu collocata nel viale dopo la fine della mwayeseconda guerra mondiale, mentre, in precedenza, era situata al centro della piazza principale, allora denominata, per l'appunto, Piazza Vittorio Emanuele
• Viale delle Rimembranze: grande monumento in marmo e bronzo dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Fu innalzato nel 1927
• Monumenti a Giuseppe Garibaldi e Umberto I: trattasi di altorilievi bronzei su lapide marmorea collocati a fine Ottocento sulla facciata dell'allora municipio sito in via Bastia Fuori. L'effigie del re, rimossa dopo la fine dell'ultima guerra a causa dei sentimenti antimonarchici di allora, è ora collocata nei depositi comunali.
• Colonna del Leone alato di San Marco, che campeggia nella piazza principale della città dal XVI secolo. Restaurata nel '600, fu innalzata dalla Serenissima in segno di omaggio per l'importanza attribuita a Mirano dalla capitale della Repubblica Veneta. È considerata una delle più belle tra le colonne marciane ancora esistenti nei capoluoghi veneti.
• Monumento alla Resistenza posto al centro del cimitero del capoluogo. In ricordo dei molti partigiani miranesi trucidati dai nazi-fascisti negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale.
• monumenti minori ai caduti delle due guerre sono presenti anche nelle frazioni. Il più importante e grande si trova nella piazza di Zianigo.
• Mausoleo Civico, posto nella parte storica del cimitero del capoluogo come luogo di sepoltura di molti politici miranesi e del benefattore Luigi Mariutto.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2022 i residenti stranieri sono 1.799, pari al 6,58% della popolazione.cite-ref-10[10]
Geografia antropica
Frazioni
Lo Statuto del Comune, secondo l'ultima modifica (delibera di C.C. n. 34 del 23 maggio 2013 - art. 3, comma 1), precisa che mwazwil Comune di Mirano è costituito dalle comunità delle popolazioni e dai territori del Capoluogo e delle frazioni di mwaz0Ballò, mwaz4Campocroce, mwaz8Scaltenigo, mwaaaVetrego, mwaaeZianigo, nonché dagli aggregati rurali identificati storicamente nelle mappe catastali.
Amministrazione [ 11 ]
Sindaci dal 1866 al 1946
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 novembre 1866 | 23 maggio 1868 | Luigi Garzoni | | sindaco | |
| 10 novembre 1868 | 3 maggio 1885 | Francesco Mariutto | | sindaco | |
| 4 maggio 1885 | 25 ottobre 1886 | Cristoforo Manolesso Ferro | | sindaco | |
| 26 ottobre 1886 | 15 ottobre 1893 | Filippo Grimani | | sindaco | |
| 2 ottobre 1895 | 29 settembre 1920 | Paolo Errera | | sindaco | |
| 30 settembre 1920 | 1º aprile 1922 | Paolo Testa | | sindaco | |
| 2 aprile 1923 | 20 aprile 1928 | Ernesto Monico | PNF | Podestà | |
| 21 ottobre 1929 | 2 novembre 1934 | Carlo Lanza | PNF | Podestà | |
| 13 luglio 1935 | 14 novembre 1938 | Giovanni Bonifacio | PNF | Podestà | |
| 14 novembre 1938 | 29 novembre 1940 | Gino Fassina | PNF | Podestà | |
| 28 aprile 1945 | 8 gennaio 1946 | Emilio Prosdocimi | | sindaco | Nominato dal CLNAI |
| 9 gennaio 1946 | 31 marzo 1946 | Luigi Bianchini | | sindaco | Nominato dal CLNAI |
Sindaci dal 1946
| Nominativo | Nominativo | Partito / Coalizione | Periodo | Elezione |
|---|---|---|---|---|
| Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994) |
| | Tullio Morgante | Partito Comunista Italiano | 1946 - 1951 | 1946 |
| | Mariano Donà | Democrazia Cristiana | 1951 - 1960 | 1951 |
| | Mariano Donà | Democrazia Cristiana | 1951 - 1960 | 1956 |
| | Francesco Magnani | Democrazia Cristiana | 1960 - 1961 | 1960 |
| | Gioacchino Gasparini | Democrazia Cristiana | 1961 - 1970 | (1960) |
| | Gioacchino Gasparini | Democrazia Cristiana | 1961 - 1970 | 1964 |
| | Giancarlo Tonolo | Partito Socialista Italiano | 1970 - 1980 | 1970 |
| | Giancarlo Tonolo | Partito Socialista Italiano | 1970 - 1980 | 1975 |
| | Renzo Milan | Democrazia Cristiana | 1980 - 1989 | 1980 |
| | Renzo Milan | Democrazia Cristiana | 1980 - 1989 | 1985 |
| | Alberto Trevisan | Democrazia Cristiana | 1989 - 1994 | (1985) |
| | Alberto Trevisan | Democrazia Cristiana | 1989 - 1994 | 1990 |
| | Filippo Di Gregorio ( Commiss. prefettizio ) | - | 1994 | - |
| Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994) |
| | Franco Marchiori | Sinistra | 1994 - 1998 | 1994 |
| | Gianni Fardin | Centro-sinistra | 1998 - 2008 | 1998 |
| | Gianni Fardin | Centro-sinistra | 1998 - 2008 | 2003 |
| | Roberto Cappelletto | Centro-destra | 2008 - 2011 | 2008 |
| | Vittorio Capocelli ( Commiss. prefettizio ) | - | 2011 | - |
| | Antonino Gulletta ( Commiss. straordinario ) | - | 2011 - 2012 | - |
| | Maria Rosa Pavanello | Centro-sinistra | 2012 - 2022 | 2012 |
| | Maria Rosa Pavanello | Centro-sinistra | 2012 - 2022 | 2017 |
| | Tiziano Baggio | Centro-sinistra | 2022 - in carica | 2022 |
Sport
Nel comune hanno sede le seguenti società sportive:
• mwaoaRugby Mirano (squadra di serie B)
• mwaoiMiranese Calcio
• Mirano nuoto
• A.S.D. Pallacanestro Mirano
• A.S.D. Miranese Volley
• mwaocU.S. Zianigo A.S.D. calcio
• A.S.D. Calcio Vetrego
• A.S.D. Calcio Campocroce
• A.S. L'Officina della Scherma, in frazione Scaltenigo
• Islanders Venezia A.F.Tcite-ref-12[12]
• Unione Ciclistica Miranocite-ref-13[13]
• Black Angels/Rebels Baseball Mirano
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwap4mwap8mwaqaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaqedemo.istat.it, mwaqiISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqymwaqcmwaqgClassificazione sismica (mwaqkmwaqoXLS), su mwaqsrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaq8mwaramwareTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwarimwarmPDF), in mwarqciterefmwaruLeggemwary mwarc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwargAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwark 151. mwaroURL consultato il 25 aprile 2012 mwars(archiviato dall'mwarwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwasamwasemwasiZoco dell'oca de Miran, su mwasmgiochidelloca.it, Giochi dell'oca. mwasqURL consultato il 25 novembre 2011.
cite-note-55. ↑ Poppi Mario – La riviera del brenta nel periodo napoleonico- 2011- p 123
cite-note-acs-66. ↑ mwas0mwas4mwas8Mirano, su mwataArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-77. ↑ mwatqmwatumwatyIstituzioni decorate di croce di guerra (al valor militare), su mwatcistitutonastroazzurro.it.
cite-note-88. ↑ Gazzetta ufficiale 2 febbraio 1939 - Decreto Ministeriale 5 dicembre 1938-XVII
cite-note-99. ↑ Dati tratti da: mwat4mwat8mwauamwauemwauiPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaummwauqPDF), su mwauuebiblio.istat.it, mwauyISTAT. mwaucmwaugmwaukmwauoPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwausesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1010. ↑ mwavamwavedemo.istat.it, mwavihttps://demo.istat.it/app/?i=P03&l=itmwavm Titolo mancante per url mwavqurl (aiuto).
cite-note-113. Comune di Mirano UPAF -elenco amministratori comunali dal 26 dic 1866 al 24 ago. 2017 - edizione 2.0 agosto 2017
cite-note-1212. ↑ mwav0mwav4mwav8Copia archiviata, su mwawaislandersvenezia.com. mwaweURL consultato il 31 gennaio 2019 mwawi(archiviato dall'mwawmurl originale il 1º febbraio 2019).
cite-note-1313. ↑ mwawcUnione Ciclistica Mirano
Bibliografia
• citerefbonamicoE. Bonamico, Mirano - Monografia, Padova, ed. Penada, 1874.
• Mozzato don Pietro (a cura di), mwawwVetrego – Storia e Vita, Mirano, 2000.
• mwaw4Ville venete nel territorio di Mirano, Marsilio, Venezia, 2001.
• Giorgio Vecchiato e Marino Favaretto, mwaxaPer una storia della Resistenza nel Miranese, Comune Mirano, 1985.
• Giorgio Vecchiato, mwaxiC'era una volta Vetrego (pagine per una storia del paese), Almigivec Computer Editions, Mirano, 1997.
• Martino Lazzari e Cristina Morgante, mwaxqMirano 1938-1948. La Resistenza e la vita della società miranese, Comune di Mirano, 1997.
• mwaxyStoria di un fiume, Aspetti dell'organizzazione del territorio di Mirano nei secoli XVI e XVII, Comune di Mirano, 1988.
• Casa di riposo Luigi Mariutto – Mirano- Ieri, oggi, domani- Mirano, 1990.
• citereffalco-morettiMary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e Province venete, Venezia, Edizioni in Castello, 1985.
• mwaxoPrimo Cresta, mwaxsmwaxwUn partigiano dell'Osoppo al confine orientale, mwax0Del Bianco Editore, 1969.
• Iscrizioni marmoree presenti presso la sede municipale.
Voci correlate
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Collegamenti esterni